Denise Pipitone ultime notizie: Battista della Chiave poteva essere nel magazzino il giorno della scomparsa

Da settimane la figlia di Battista della Chiave rilascia interviste in tv per ribadire che la sua famiglia non ha nessun legame con la scomparsa o il sequestro di Denise Pipitone. La donna ha tutto il diritto di farlo e di tutelare la sua famiglia. Nessuno ha mai sostenuto che lei o i suoi familiari in qualche modo potessero aver avuto a che fare con questa vicenda ma dalle parole di suo padre, Battista della Chiave si potrebbe ricostruire molto di quel maledetto primo settembre. Battista potrebbe esser stato un semplice testimone di fatti che mai avrebbe voluto vedere e forse, anche il fatto che fosse audio leso, ha portato i veri sequestratori di Denise a pensare di poter agire senza che l’uomo capisse nulla e avesse quindi modo di raccontare. La figlia di Battista della Chiave sostiene che da anni suo padre non lavorava in quella che era stata una falegnameria ma dalla puntata di Chi l’ha visto in onda il 19 maggio 2021 arriva un documento molto chiaro che conferma la presenza di Battista della Chiave in quel capannone. E’ il proprietario dello stabile a spiegare che in quel posto ci va spesso appunto, il signor della Chiave, su sua richiesta.

Il documento, che è un verbale, non una semplice dichiarazione, è stato mostrato nella puntata di Chi l’ha visto in onda il 19 maggio 2021 e ci mostra come Battista poteva davvero essere in quel luogo il primo settembre, il giorno in cui Denise era stata rapita.

Qui le parole della figlia di Battista della Chiave

Battista della Chiave poteva essere nel capannone il primo settembre del 2004?

Il proprietario dello stabile spiega alle forze dell’ordine che seppur chiuso, in quel posto ci andava spesso una persona, su sua richiesta. E questa persona è Battista della Chiave. Inoltre il proprietario dello stabile aggiunge che in quel posto ci sono due telefoni che rispondono alla stessa linea fissa. Uno si trova nell’abitazione ma l’altro si trova nel magazzino ed era facile pensare che potessero usarlo tutti, chiunque passasse di lì e ne avesse bisogno.

La testimonianza di quest’uomo quindi, in qualche modo smentisce il racconto della figlia di Battista che sottolinea che da anni suo padre non aveva più nulla a che fare con quel capannone e che non andava al magazzino. Non è così. Non è detto che si trovasse lì il giorno del sequestro di Denise. Ma non si può neppure escludere che ci fosse con la massima certezza.

Questa la ricostruzione fatta da due esperti del linguaggio dei segni a Chi l’ha visto

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