Il papà del piccolo morto al Pertini di Roma: “Mia moglie lasciata sola per ore, era distrutta”

E' il papà del piccolo morto all'ospedale Pertini di Roma a raccontare che cosa è successo prima e come stava sua moglie dopo il parto
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Nelle parole del papà del piccolo morto all’ospedale Pertini di Roma due settimane fa, c’è tutta la disperazione di un uomo che sta sostenendo sua moglie dopo la perdita del bambino. Prova a raccontare quello che sa, quello che ha visto. Poco, perchè al momento negli ospedali ai parenti non è ancora permesso di restare con le neo mamme e di aiutarle dopo il parto, come probabilmente avrebbero bisogno. Quello che è successo al suo piccolo, lo stabilità l’autopsia. Le versioni sono diverse ma si teme che sia morto dopo che la mamma lo aveva allattato, per soffocamento o forse mentre la donna lo stava allattando e si è addormentata sfinita. Spiega perchè è difficile comprendere che cosa sia accaduto: sua moglie infatti, quando il piccolo si è sentito male ed è stato ritrovato, stava ancora dormendo e nessuno l’ha svegliata. Anche per questo la storia è ancor più complicata perchè le versioni del personale del Pertini, come si apprende questa mattina, sono discordanti.

Il racconto del papà del neonato morto al Pertini

«Abbiamo letto sul web i commenti di tante donne che hanno lamentato di essere state lasciate sole dopo aver partorito al Pertini. Tutte stremate dal parto. E tutte impossibilitate a prendersi cura come si dovrebbe di un neonato». Sono queste le parole del padre del piccolo che al Messaggero affida il suo sfogo.

In ospedale la coppia ci arriva intorno alle 4 di notte, quando alla mamma si rompono le acque. Ma il parto non è dietro l’angolo, ci vogliono ben 17 ore di travaglio prima di mettere alla luce il piccolo. Ore che hanno ovviamente, distrutto la donna.

«Era sfinita. Ma le hanno subito portato il piccolo per l’allattamento. E hanno anche preteso che gli cambiasse il pannolino da sola. Ma lei non si reggeva in piedi» racconta il marito che spiega anche che sua moglie, aveva chiesto di poter affidare alle cure dell’asilo il piccolo, non riuscendo realmente a reggersi in piedi. Le era stato detto che non era possibile.

«Quando ha scoperto tutto mi ha chiamato al telefono. Ma quando sono arrivato non c’era più nulla da fare», ricorda. La mamma non si è accorta che il bimbo stava male: «Non l’hanno nemmeno svegliata. Non sappiamo bene chi se ne sia accorto. All’1,40 di notte è stato dichiarato il decesso». Ora la famiglia si affiderà a un legale. «Molte donne sono lasciate sole nei reparti. Anche a causa delle restrizioni anti-Covid. Che impediscono ai familiari di aiutare le neo-mamme. I protocolli andrebbero rivisti. Se non è capitato ad altri è solo perché sono stati fortunati» ha detto l’uomo al Messaggero.

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