Incendi Grecia, i racconti agghiaccianti dei sopravvissuti e dei soccorritori

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Racconto agghiacciante quello dei sopravvissuti agli incendi che hanno devastato un pezzo di ben 20 chilometri della Grecia. Non solo, anche i soccorritori hanno rilasciato alcune testimonianze davvero drammatiche. Quando accaduto nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 luglio ha scosso un po’ tutto il mondo. Stando alle ultime notizie, i sopravvissuti raccontano che l’unica via di fuga era gettarsi in mare. Ma purtroppo si contano sempre più vittime. Stiamo parlando di oltre 70 morti e più di 600 feriti, tra bambini e adulti.

INCENDI GRECIA, I SOPRAVVISSUTI RACCONTANO COME SONO RIUSCITI A SALVARSI ULTIME NOTIZIE: QUANTO ACCADUTO STA SCONVOLGENDO TUTTO IL MONDO

Il piccolo villaggio di Mati non esiste più, a causa degli incendi che hanno devastato una parte della Grecia nella notte tra lunedì e martedì. Si parla di auto e alberi bruciati, di case distrutte ma anche di molti cadaveri. La cittadina nella regione di Rafina, nell’Attica, è la zona più colpita e anche quella che conta più vittime, morte nelle case o nelle auto. Un sopravvissuto, Lefteris Stoukogeorgos, si ritiene fortunato in quanto è una di quelle persone che è riuscita a non perdere la vita durante l’incendio. “Non solo perché è difficile respirare, ma anche perché è impossibile tenere gli occhi aperti”, l’uomo ha rivelato parlando del fumo che sta avvolgendo ciò che è rimasto. Anche Kostas Laganos può raccontare l’incubo vissuto: “Grazie al mare, l’unica via di fuga mentre le fiamme ci bruciavano la schiena”.

I soccorritori si sono trovati di fronte a delle scene strazianti. In particolare, a sconvolgere tutto il mondo sono i racconti su quei corpi trovati abbracciati. Nel tentativo di proteggerli dalle fiamme, alcune madri hanno pensato di stringere i loro figli tra le braccia. Lefteris spiega che vi sono ancora tanti volontari che stanno cercando di capire se c’è ancora qualcosa che può essere salvato. L’uomo confessa che “in quell’inferno è impossibile per le persone orientarsi e quindi mettersi in salvo”. Molte sono le persone che hanno tentato di salvarsi fuggendo verso le spiagge e buttandosi a mare. Altri, però, si sono trovati di fronte alla scogliera che li ha bloccati, non dandogli alcuna possibilità di mettersi in salvo. Tra i soccorritori, Vassilis Andriopoulos descrive quanto visto definendo l’accaduto “macabro come quello di Pompei”.

I sopravvissuti che arrivano al pronto soccorso sono terrorizzati e disperati. Andrea Piskopakis, medico dell’ospedale Kat, a nord di Atene, rivela che i superstiti “chiedono aiuto, raccontano di come sono riusciti a salvarsi lasciandosi alle spalle la loro casa completamente distrutta”. Diverse persone sono intubate in terapia intensiva al momento. Kostas ora racconta la sua fuga di fronte alle telecamere della Bbc, rivelando di essersi gettato in acqua per salvarsi. Ma non tutte le persone che si sono buttate in mare sono sopravvissute. Cinque sono i corpi degli annegati rinvenuti in mare.

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