Haiti di nuovo in ginocchio: l’uragano Matthew distrugge tutto, sono più di 200 i morti

Abbiamo tutti ancora negli occhi le drammatiche immagini del terremoto che ha distrutto e devastato Haiti. Oggi quelle immagini potranno essere sostituite da un altro scenario, sempre apocalittico, come quello che ricordiamo. Haiti nuovamente in ginocchio, Haiti nuovamente distrutta questa volta il nome del demone è Matthew, Hurricane Matthew, l’uragano che ha distrutto le città e messo in ginocchio, ancora una volta l’intero stato. Al momento si può solo fare un bilancio provvisorio di quello che è successo ad Haiti dopo il passaggio dell’uragano: si teme che i morti possano essere più di 200. Il bilancio, come detto in precedenza, resta comunque provvisorio, altre fonti infatti parlano già di oltre 300 vittime.

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HAITI DI NUOVO IN GINOCCHIO: L’URAGANO MATTHEW NON PERDONA

Ricordiamo che Haiti è uno dei Paesi più poveri di tutta la regione. Si tratta del disastro umanitario più grande dopo il terremoto del 2010 per l’isola. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha detto che servono 350.000 persone necessitano assistenza immediata.

SI TEME IL PEGGIO DOPO IL PASSAGGIO DELL’URAGANO, LA CONFERMA DELL’UNICEF– L’Unicef commenta quello che sta accadendo ad Haiti arrivando a parlare di “Devastazione apocalittica ad Haiti. Lo scenario post-uragano ad Haiti è apocalittico”. A dirlo è Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, secondo il quale “siamo ai livelli di devastazione del terremoto del 2010”. Con il primo accesso nelle aree colpite, spiega Iacomini, “iniziano finalmente ad arrivare notizie sulla situazione. Ci sono 522mila bambini colpiti dall’uragano nel sud del Paese e già si registrano casi gravi di colera, dengue e zika”.

Secondo le ultime notizie che arrivano proprio in queste ore da Haiti e dalle zone colpite dal passaggio dell’uragano, l’80 % delle abitazioni, degli edifici e delle strutture presenti sul territorio, non esisterebbe più. Il bilancio, dopo il passaggio di Matthew è davvero devastante.

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