Benno Neumair resta in carcere: si cerca ancora il corpo di Peter

Benno Neumair resta in carcere: è questa la decisione presa dal tribunale del riesame dopo la richiesta dei legali del ragazzo della scarcerazione. Il giovane insegnante resta in cella: non potrà uscire. Benno è accusato dell’omicidio dei suoi genitori, Laura e Peter Neumair. Il cadavere della donna è stato ritrovato sabato scorso mentre quello del padre si cerca ancora. Nelle ultime ore si pensava di aver trovato delle tracce nelle acque dell’Adige, a una decine di km dal ritrovamento del cadavere di Laura. Ma per il momento non è stata confermata la presenza di un corpo e i vigili del fuoco, continuano ancora a cercare.

Gli avvocati del giovane inquisito (che continua a dichiararsi innocente nonostante i numerosi indizi a suo carico) avevano promosso un ricorso al tribunale del riesame contestando la presunta carenza delle esigenze cautelari. Secondo i legali difensori Flavio Moccia e Angelo Polo sarebbe giuridicamente ingiustificato il provvedimento assunto nei confronti di Benno Neumair. Ma non è dello stesso avviso la sorella di Benno, Madè, arrivata dalla Germania pochi giorni dopo la scomparsa dei suoi genitori. La ragazza, che conosce bene Benno, con il quale pare avesse avuto una discussione anche nel periodo di Natale, ha fatto sapere a chi indaga di avere paura. Non ha nascosto il suo timore: l’uscita dal carcere di Benno sarebbe corrisposta al pericolo che le potesse fare del male. Forse anche per questo si è deciso di lasciare il ragazzo in custodia.

Fondamentale in questa vicenda tra l’altro potrebbe esser stata la testimonianza della sorella di Benno, che conosce molto bene il ragazzo e tutti i problemi che ha avuto negli ultimi mesi. Le sue parole sono certamente servite ad avere anche il quadro del periodo complesso che i coniugi Neumair stavano affrontando.

Si cerca ancora il corpo di Peter Neumair: le ultime notizie da Bolzano

Nel frattempo sono riprese questa mattina le ricerche di Peter Neumair. Un motoscafo del corpo permanente dei vigili del fuoco di Bolzano in queste ore sta perlustrando l’Adige. Ma non ci sono ancora prove per dimostrare che quella famosa macchia scusa fosse davvero un cadavere.

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