Denise Pipitone ultime notizie, l’ex collega di Anna Corona: “Ho falsificato la firma”

Non è una novità: una perizia calligrafica aveva già dimostrato che quella sul foglio delle presenze del primo settembre 2004 nell’albergo presso il quale lavorava Anna Corona, non era la sua firma. Ma questa circostanza non ha cambiato le cose nel corso delle indagini, almeno all’epoca. Oggi che le indagini sul possibile sequestro di Denise Pipitone vengono rilette con una luce diversa e una attenzione diversa, quella circostanza potrebbe invece assumere tutto un altro senso. Ed è anche per questo che si cerca di capire, 17 anni dopo, dove fosse realmente Anna Corona il giorno in cui Denise Pipitone, la figlia del suo ex marito Pietro Pulizzi, scomparve nel nulla.

17 anni dopo l’ex collega di Anna Corona ribadisce a La vita in diretta quello che successe il maledetto 1 settembre del 2004. Lo racconta in una intervista che oggi è stata ripresa da altri programmi e da diverse testate nazionali. “Ho falsificato la forma di Anna Corona” ha detto la donna nella sua intervista con l’inviata de La vita in diretta Lucilla Masucci ( puntata andata in onda il 25 maggio 2021).

E’ bene sempre ricordare che allo stato attuale dei fatti, come hanno spiegato i legali di Anna Corona, la signora non ha ricevuto nessun avviso di garanzia. I suoi legali non sono stati neppure informati di una iscrizione del suo nome nel registro degli indagati ( la notizia era stata data venerdì sera dalla trasmissione Quarto Grado mai confermata però dalla procura di Marsala).

La testimonianza dell’ex collega di Anna Corona a La vita in diretta

Io lavoravo in lavanderia e lei scese perché erano venute le sue figlie. Non ricordo se prima o dopo pranzo. Avevano un sacchetto con delle giacche, si sono trattenute dieci minuti. Non l’avevo raccontato prima perché lì i giorni sono tutti uguali“, racconta Francesca, collega di Anna Corona nell’hotel in cui lavorava. Incalzata dalla giornalista aggiunge: “Io non ho visto uscire Anna Corona. Per quanto ne sappia io, ho messo la firma al posto suo, non l’orario di uscita. Me lo ha chiesto solo quella volta e io ho fatto solo una cortesia a una collega. Non sono una complice se lei c’entra“.

Durante il processo si era cercato di capire se qualcuno avesse messo l’orario accanto al nome di Anna. Stando alle parole della sua ex collega invece, è proprio la firma a esser stata falsificata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.