Anna Corona aveva Denise Pipitone in albergo: cadono tutte le accuse, la testimone ha inventato tutto

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Quando a maggio era trapelata questa indiscrezione sulle nuove indagini per il caso Denise Pipitone, si era pensato che 17 anni dopo, arrivare a una verità taciuta per così tanto tempo, poteva essere fondamentale. Ed è probabilmente anche per questo che la procura di Marsala non ha voluto lasciare nulla al caso, indagando ancora e cercando la verità. Anna Corona, come raccontano i giornalisti di Chi l’ha visto nella puntata in onda il 22 settembre 2021, era stata accusata da due persone diverse. Ci concentriamo sulla prima accusa, arrivata da una donna di Roma che aveva detto di aver visto la ex moglie di Piero Pulizzi, nell’Hotel presso il quale lavorava, in compagnia di una bambina. La donna, ascoltata immediatamente dopo il suo racconto, aveva anche aggiunto altri dettagli, spiegando che per anni non aveva saputo che quella donna era Anna Corona e non aveva mai pensato che quello che aveva visto potesse avere qualcosa a che fare con la scomparsa di Denise Pipitone. Poi, riconoscendo la donna, a causa del ritorno in auge della vicenda su tutte le reti, aveva messo insieme i ricordi. Diceva di esser stata in vacanza in Sicilia, e che proprio la mattina del primo settembre, aveva visto Anna Corona con la bambina, nascosta dietro a una tenda.

Partono quindi le nuove indagini e per prima cosa, si verifica la posizione di questa donna. Non è facile tracciare i movimenti del 2004, ma per fortuna, il marito della signora, il giorno in questione paga in un supermercato di Roma con la sua carta e fa persino un prelievo in banca. Questo significa che il primo settembre del 2004, la famiglia romana non era a Mazara del Vallo. E pare che in realtà, non ci fossero mai stati. Ma perchè la donna si è inventata questa storia?

La versione della donna romana contro Anna Corona: si è inventata tutto

Mi sono inventata tutto – ha detto in seguito la donna, per cui recentemente è stata chiesta l’archiviazione all’accusa di falsa testimonianza al pm – ma non riesco a trovare una motivazione per cui ho fatto tutto questo. Sarò stata suggestionata, non volevo fare del male a nessuno. Ho maturato un grosso dispiacere per il sequestro di una bambina e ne ho fatto un fatto personale. Sono stata martellata da trasmissioni televisive che non fanno altro che parlare del sequestro della bambina e ho ritenuto giusto fare quello che ho fatto”. La donna ha anche detto agli investigatori che sarebbe andata da uno psicologo perchè non si spiega come possa essersi inventata questa storia dal nulla.

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