Il saluto del principe Andrea a Filippo: la regina ha bisogno della sua famiglia

Da due anni il principe Andrea non rilasciava interviste in pubblico. Lo ha fatto oggi rendendo omaggio alla memoria di suo padre, raccontando anche come sta affrontando la Regina Elisabetta questi primi giorni di lutto. Venerdì si è spento il principe consorte, e le parole per Filippo, ricordato da tutta la famiglia, arrivano da più parti. Il primo era stato Carlo ieri, a rendere omaggio a suo padre con un breve discorso. Poi è toccato ad Anna che ha affidato il suo dolore a un messaggio pubblicato sul sito della famiglia reale. Questa mattina anche il principe Andrea ha ricordato suo padre, parlando anche della Regina Elisabetta, che ha definito la più stoica nell’affrontare la morte dell’uomo che l’aveva accompagnata per tutta la vita. Oggi pare che la regina sia andata a messa e poi sia uscita a fare una passeggiata con i suoi cani. Intorno a lei i figli, che stanno cercando di renderle meno difficile questo momento drammatico.

Le parole del principe Andrea dopo la morte di Filippo

Nel suo primo messaggio pubblico, Andrea ha ricordato con queste parole suo padre: “Era un uomo straordinario. Lo amavo come un padre. Era così calmo. È sempre stato qualcuno da cui potevi andare. Abbiamo perso il nonno della nazione.” Andrea vuole far arrivare un pensiero anche a tutte le famiglie che hanno perso una persona cara durante la pandemia, con la morte di Filippo ha pensato alla grande sofferenza di tutti gli inglesi ma non solo. Tutte le persone che in questo ultimo anno hanno perso una persona di famiglia, come adesso è successo anche alla famiglia reale.

A parlare di fronte alle telecamere anche Sophie, duchessa di Wessex e moglie del principe Edoardo, quarto figlio di Filippo ed Elisabetta. La duchessa ha rivelato cosa è successo negli ultimi giorni in compagnia del suo amato suocero: “È stato così gentile. Era come se qualcuno lo prendesse per mano e se ne andasse. Era molto molto pacifico e questo è tutto quello che vuoi per qualcuno, no?“.

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