Iraq, scontri tra esercito regolare e milizie islamiste: 80 morti

Tragiche notizie provengono dall’Iraq, dove le tensioni tra il governo centrale e i gruppi di ribelli vicino ad Al Qaeda hanno causato decine di morti. A partecipare agli scontri anche alcune milizie legate ai gruppi tribali che operano nella provincia di Anbar. Secondo quanto riferito dall’emitente statunitense Cnn, il numero dei morti nelle ultime sarebbe di almeno 80 persone, di cui sessanta tra i miliziani.
I combattenti della milizia sunnita Sahwa si oppongono alle azioni di Al Qaeda, affiancando dal 2006 l’esercito americano e il governo di Baghdad, di orientamento sunnita.
Già negli scorsi giorni le città di Falluja e Ramadi, entrambe nella provincia di Anbar, erano state messe a ferro e fuoco per gli scontri tra esercito regolare e milizie islamiste. Quest’ultime sono riuscite a prendere via via il controllo delle principali arterie stradali, fino al punto di rivendicare il controllo delle intere città.
A confermare la perdita di Falluja e Ramadi sono state anche le autorità governative di Baghdad. Da parte delle milizie vicine ad Al-Qaeda, invece, il messaggio è stato chiaro: “Falluja è sotto il controllo dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante”.
Come purtroppo spesso accade, nel corso degli scontri a farne le spese sono stati anche numerosi civili: stando a quanto riportato da diverse fonti, sarebbero 32 le persone – e tra di esse ci sarebbero tante donne e bambini – rimaste vittime negli scontri delle ultime ore. Chi invece è riuscito a rimanere indenne ha raccontato di centinaia di ribelli islamici che, vestiti di nero e sventolando bandiere, hanno agito a bordo di pick-up dotati di mitragliatrici.
Nella provincia di Anbar, il gruppo più corposo legato ad Al Qaeda è quello denominato “Stato islamico in Iraq e nel Levante” (Isis), che ha rivendicato i risultati ottenuti negli ultimi giorni.

 

 

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